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Il cinema diventa social con MUBI

febbraio 6th, 2012 | Posted by roberta in Varie ed eventuali

Il cinema diventa social con MUBI: un cineforum virtuale dove discutere di cinema, ma anche un archivio con molti film disponibili per riscoprire il cinema d’autore. In tempi di discussioni su SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (abbreviazione di PROTECT IP Act a sua volta espandibile ancora in Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property Act), sostenuti dalle major del cinema e della musica che si battono contro la pirateria – causa secondo loro della perdita di tanti posti di lavoro perché priva i creatori di contenuti delle giuste entrate economiche -, una possibile risposta al bisogno di cinema online.

 Quando i suoi creatori hanno ideato la piattaforma avevano 5 cose in mente (cito testualmente dal sito):

  1. Perché non si può guardare “In the Mood for Love” in un bar di Tokyo su un computer portatile?
  2. Perché è così difficile incontrare persone che condividono lo stesso amore per Antonioni?
  3. Non sarebbe fantastico inviare immediatamente “Playtime” di Tati a un amico se pensi che ne abbia bisogno? (Non c’è niente come la film therapy!)
  4. Perché i film su Internet sono così terribili (dal punto di vista dell’immagine)?
  5. Perché stiamo parlando come se fossimo John Cusack in Alta fedeltà?

L’idea era quindi di dare a chiunque l’opportunità di avere una propria libreria film disponibile sempre e ovunque per rendere possibile anche a chi non può partecipare personalmente al Festival di Cannes di vedere film che probabilmente non saranno proiettati in quei terribili bestioni chiamati multiplex (spesso l’unica possibilità per chi abita in provincia).

Popular doesn’t always mean good. Sull’onda di questo motto, su MUBI è possibile reperire film visionari e perle rare che è difficile trovare in sala, ma che hanno un pubblico di cinefili estimatori che ha il difetto di non essere concentrato tutto nello stesso posto. Secondo i creatori, se qualcuno sente il bisogno di fare un film  è perché qualcuno, da qualche parte, ha bisogno di guardarlo: tra questi c’è anche Martin Scorsese, membro di questo cinema virtuale! Ma MUBI è anche molto di più di un cinema, è un vero e proprio cineforum virtuale, in cui discutere e condividere le proprie scoperte o riscoperte di capolavori classici. Come in un settecentesco caffè – cinematografico anziché letterario – è possibile discutere di qualunque cosa ruoti attorno alla settima arte. «Accesi dibattiti e appassionate discussioni sono i benvenuti».

Certo avere la possibilità di gustare un film sul grande schermo è tutta un’altra cosa, ma la qualità video di MUBI dev’essere buona se i suoi creatori si azzardano ad aggiungere un post scriptum di tale carattere:

By the way, we’ve worked hard on the quality of the streaming and we are very proud of it… just wanted to let you know…

Io mi sono già iscritta e credo proprio che farò i 14 giorni di prova gratuita per verificare la qualità del servizio prima di sottoscrivere l’abbonamento mensile che consente di vedere un numero illimitato di film a €7,99. È possibile anche pagare per la singola pellicola (generalmente €2,99) o per la visione di 5 pellicole (€11,96), ma anche semplicemente iscriversi per commentare con una cosmopolita platea di cinefili i vostri film del cuore. Ci vediamo su www.mubi.com!

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