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Twin Peaks, il capolavoro seriale di Lynch

febbraio 2nd, 2012 | Posted by roberta in Eventi | Tv

“Twin Peaks” è considerato – a ragione – il capolavoro seriale di Lynch. Nato dalla collaborazione con Mark Frost è frutto della rinuncia a un progetto per un film sugli ultimi mesi di Marilyn Monroe (“Goddes”, mai realizzato): i due cominciano così a delineare l’idea che svilupperanno come serie tv. La ABC chiede loro di scrivere la sceneggiatura e girare il pilot, realizzato in gran fretta non lontano da Seattle, su pellicola cinematografica 35 mm: viene trasmesso dalla ABC l’8 aprile del 1990 in prime time. Nasce subito una “Twin Peaks-mania”, che coinvolge anche gli intellettuali e i critici e la ABC decide di mettere subito in cantiere una seconda serie di 22 episodi, da aggiungere ai 7 (oltre al pilot) della prima serie, dando mano libera a Lynch. È l’inizio del mito, celebrato oggi pomeriggio alle 16,30 e venerdì 10 alle 17 allo Spazio Oberdan con la proiezione dell’episodio pilota all’interno di un ciclo di proiezioni dedicate al maestro David Lynch.

Tutto ha inizio con l’omicidio di Laura Palmer, reginetta del liceo di una cittadina americana al confine col Canada, e il ritrovamento in fin di vita di Ronette Pulaski, con evidenti tracce di sevizie. L’agente speciale Fbi Dale Cooper (Kyle MacLachlan, apparso anche in “Desperate Housewives”) viene mandato sul posto per affiancare lo sceriffo Harry Truman nelle indagini sull’omicidio, facendosi notare per i suoi metodi stravaganti e stringendo da subito un rapporto di fiducia sia con lo sceriffo, sia con i suoi due agenti, il “segugio” Hawk e l’ingenuo Andy Brennan. L’indagine porta alla luce il marcio nascosto dietro alla facciata tranquilla di Twin Peaks: tutti hanno  segreti e sono sospetti. Persino la vittima, dall’aria innocente, nasconde una doppia vita di droga e prostituzione: Cooper ne viene a conoscenza anche grazie a sogni visionari ambientati in una misteriosa Camera Rossa, dove incontra lo spirito di Laura e strani tipi come il nano e il gigante. Provvisto di doti parapsicologiche, l’agente viene a contatto con misteriose entità che lo aiuteranno ad arrivare alla cattura di Bob, responsabile dell’omicidio.

Cooper è un detective anomalo: incapace di sfruttare gli indizi che gli vengono da fatti reali, si basa invece sui sogni e gli indizi paranormali per giungere alla soluzione del caso. Siamo di fronte ad un rovesciamento del metodo di indagine classico, che ci fa comprendere come l’investigazione è un espediente per raccontare il “cammino iniziatico” di Cooper, che si farà sempre più coinvolgere nel regno a-razionale che popola la foresta attorno a Twin Peaks, fino a fondersi con il “lato oscuro” di questo mondo. La serie gioca quindi con i generi: parte come una detective story, acquista i tratti tipici della soap-opera (anche se ci viene presentata un’umanità insolita e curiosa che è difficile riscontrarvi di solito), arrivando a toccare il teen drama – quando narra le vicende dei giovani compagni di scuola di Laura –, l’horror e le serie incentrate sul paranormale.

Twin Peaks di certo non è la prima serie televisiva che si concentra sul tema del soprannaturale, tuttavia risulta originale la scelta di Lynch e Frost di inserire elementi di tipo fantastico all’interno di un impianto narrativo che era già autosufficiente, data la presenza della detective story e delle altre trame secondarie da soap-opera. La serie ha saputo, meglio di ogni altra prima, assorbire e personalizzare il tema del soprannaturale nel più originale dei modi – e sarebbe da chiedersi se senza questa componente sarebbe diventato il cult apprezzato da pubblico e critica. Anche se le prime apparizioni del soprannaturale avvengono nell’abito del sogno e dell’allucinazione, cosa che potrebbe farle apparire come delle comuni espressioni dell’inconscio, dando luogo ad un’interpretazione di tipo psicanalitico, andando oltre nella serie il soprannaturale tenderà a svincolarsi da questo contesto psichico.

Le idee di Lynch e Frost non erano chiare sin dall’inizio: sapevano solo di voler ambientare la storia in una tranquilla cittadina dal sapore anni Cinquanta, à la “Peyton Place”, e che il fulcro della storia doveva essere l’omicidio di una bellissima ragazza, pretesto per svelare i segreti e gli intrighi del piccolo centro provinciale. Fu solo in fase di riprese che Lynch decise di inserire il personaggio di Bob, che avrebbe dato un’inaspettata piega alla vicenda: l’idea venne al regista quando vide l’operatore Frank Silva riflesso per errore in un angolo di uno specchio durante le riprese e lo promosse ad attore cardine della serie dopo la visione della moviola, trasformandolo nell’incarnazione del Male.

La più grande e rivoluzionaria conquista di ”Twin Peaks” è il rapporto che si viene ad instaurare con il pubblico che a mano a mano si rende conto che la risoluzione del crimine è diventata secondaria, che nel tessuto della storia si intrecciano sempre nuovi fili tra i più disparati: lo spettatore è chiamato a dare loro un senso e a collegarli, anche se spesso appaiono incongrui e provi di nessi logici. Questo tipo di narrazione è stata presa ad esempio anche da serie contemporanee comeLost“, esempio più eclatante, ma “Tein Peaks” ne ha ispirate anche tante altre: basti pensare alla provincia americana popolata di personaggi bizzarri che diventa la Stars Hollow di “Una mamma per amica“; alla figura dell’agente federale e del profiler in numerosi telefilm contemporanei, tra cui il cult X-Files” e il recentissimo “Fringe“; infine, alla sottotrama adolescenziale che racchiude in sé gli stereotipi – qui parodizzati anticipatamente – del moderno teen drama à laDawson’s Creek“: c’è un po’ di ”Twin Peaks” in ogni serie.

Per tutte queste sue caratteristiche Twin Peaks può essere considerata una serie immortale. Vai quindi a rivedere il pilota e sono certa che ti spingerà a recuperare l‘intera serie per gustartela, se puoi con una buona Cherry Pie (crostata di ciliegie) come quella proposta da Anna Bistrot, altrimenti accontentandoti dei miei Cookies al cioccolato e burro di noccioline per un tocco di american style.

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